FOLIGNO (di Pato) – Sabato è stata l’ultima partita ufficiale di Walter Mercuri, portiere e grande personaggio del mondo del calcio a cinque; capace di fare gruppo come pochi altri sui parquet e sui sintetici di Foligno e dintorni. Nato in Toscana da papà umbro e mamma laziale. E il ritorno a Foligno a dieci anni.

“Da piccolo ho giocato a calcio nella Virtus Foligno e poi nel campionato Allievi nel Cannara, l’anno che la Juniores vinse il campionato. Già partecipavo ai tornei di calcetto, mi vide Marco Cardinali (preparatore dei portieri tra i più stimati in Umbria e non solo ndr) e mi disse di provare con il calcio a 5 serio. Da lì è iniziato tutto”. 

Sempre rimasto ai livelli regionali, seppure altissimi, tre campionati vinti, due coppe… “Ma fammi dire che ho giocato 41 finali tra tornei ufficiali e tornei estivi. Non sottovalutare questi ultimi, perché lì ci giocano sempre giocatori molto forti…”

Ma allora parliamo anche del Mercuri show man. “Lo sanno tutti che stavo per entrare nella casa del Grande Fratello e che non sono stato scelto all’ultimissimo taglio. Però questo mi ha permesso di andare spesso in tv, tra Avanti un altro, Ciao Darwin e Forum; ma non credo sia la cosa più importante di questa intervista”.

Già ti mancano quei pali, eh? “Il motivo per cui ho deciso di lasciare è legato a mie problematiche familiari che, già quest’anno, mi hanno impedito di allenarmi con continuità. Sono anche vicino a compiere 40 anni e voglio lasciare un buon ricordo di me, non di quello che smette perché non ce la fa più…”.

Un addio in grande stile in un Gadtch-Real Foligno che contava tantissimo per i perugini, in corsa per la serie B. “Abbiamo voluto giocarcela fino in fondo ed è stata una grande soddisfazione essere stato uno degli artefici di un quinto posto, molto lusinghiero per una neopromossa”.

Cosa pensi ti mancherà di più di questo mondo? “La tensione del venerdì sera, la preparazione mentale per poter dare il massimo in partita. E poi l’adrenalina delle partite importanti, quelle contro le persone che sono amici fuori dal campo, ma a cui in campo vuoi dimostrare di essere più forte”.

Da qui nasce la rivalità forte con la Ducato Spoleto… “Sì, tutti ragazzi che conosco e che, dentro al parquet, darei il sangue per battere; ma sono gli stessi con cui uscirei a fare l’aperitivo al triplice fischio dell’arbitro. Uno come Rosi, ad esempio, all’inizio della mia carriera era una specie di mito; potermi confrontare con lui è stato di grande stimolo, ma l’amicizia resta”.

Hai una dedica particolare? “Alla mia famiglia ed a tutti quelli che sono stati miei compagni; un pensiero speciale va a Samad, un vero amico che mi ha voluto sempre con lui in squadra e che mi ha fatto maturare dal punto di vista umano”. 

Un addio al calcio a 5 giocato, ma siamo sicuri che non farà mancare la sua presenza in tribuna. E avrà, come sempre, da dire…